Metti insieme Mariapia Veladiano ed Eugenio Borgna in un sabato pomeriggio di fine estate in un evento organizzato dalla Libreria Galla e cosa succede? Succede che all’improvviso tutto quello che agli occhi del mondo in sofferenza e fragilità viene considerato debolezza, si trasforma in speranza e forza. Sembra impossibile, eppure …

Mariapia con le sue parole distillate ci ha insegnato a guardare la vita con speranza, nonostante le fatiche, le imperfezioni e il dolore … “Perchè la vita sta davanti, dietro, sopra e dentro di noi.” .

Eugenio Borgna luminare della psichiatria italiana, è un uomo canuto che esprime sapienza anche senza parlare; ha gli occhi luminosi e carichi di compassione, ha osservato tutta la vita le nostre vite imperfette, ma mai giudicate. Si percepisce l’animo nobile, la sua gestualitá cela il desiderio di raccontare al mondo che le emozioni fragili non sono fragili, ma preziose come il cristallo di Boemia, delicate ma forti, che chi è consapevole della propria fragilitá oltre a non fare del male agli altri, diventa un prezioso momento di crescita, che non capiamo noi stessi se non sappiamo parlare di noi stessi con sinceritá, parlando del nostro dolore si modifica istantaneamente la percezione che abbiamo di esso… E tanto altro.

Il minimo che può succederti è uscire da un incontro così con una comprensione più nitida della frase di S. Paolo  “quando sono debole, è allora che sono forte “, capisci che attraverso la consapevolezza dei nostri limiti smascheri l’ego ed inizi a percepirti nell’universo come vera scintilla di luce e trasformi, come dice Einstein, ogni istante in un miracolo.

Ringrazio Mariapia e il Prof. Borgna per questo momento di salvifica verità, consiglio a tutti il libro “La fragilitá che è in noi” e chiudo questa riflessione con le ultime 9 righe “Non c’è nulla di ancora più fragile di un sorriso, che talora nasconde dolorose intermittenze del cuore, della nostalgia, questa patria perduta e mai dimenticata, della neve che cade a Natale, e di un raggio di luna su un libro che ci è caro; e da queste metafore umbratili e iridescenti rinasce una ultima immagine della fragilità; quella visibile solo agli occhi bagnati di lacrime”.

Ancora una volta comprendo che la via della salvezza è nella tenerezza, nella compassione, nella gentilezza e nella mitezza che passano attraverso quella carezza tanto desiderata che ti strappa dall’incubo del dolore e ti riporta a una nuova sfida della vita.

Grazie a chi ci dona questa sapienza … Ci aiuta a sentirci meno soli.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento